Doggree Magazine n° 1 - Approfondimento 2

"Athos, dai... ancora cinque minuti."
Era una di quelle mattine d'inizio estate in cui avevo deciso di allungare leggermente la passeggiata. Il sole era già alto, ma l'aria sembrava ancora piacevole. Athos, invece, aveva un'altra idea. Dopo pochi minuti ha rallentato, ha iniziato ad ansimare più del solito e si è diretto verso l'ombra del primo albero disponibile.
La mia prima reazione è stata pensare che fosse semplicemente stanco. Poi mi sono fermato anch'io. Ho appoggiato il dorso della mano sull'asfalto. Dopo pochi secondi l'ho tolta d'istinto.In quel momento ho capito una cosa semplice: Athos aveva percepito il problema molto prima di me.
Quell'episodio mi ha ricordato una lezione che tendiamo a dimenticare ogni estate: il caldo non diventa pericoloso quando lo percepiamo noi. Per il cane può esserlo molto prima.
La risposta è nella fisiologia.
Quando noi abbiamo caldo, il nostro corpo disperde gran parte del calore attraverso la sudorazione.
I cani, invece, possiedono ghiandole sudoripare solo in misura limitata (soprattutto nei polpastrelli) e regolano la temperatura corporea principalmente attraverso l'ansimare (panting). Questo sistema è efficace solo entro determinati limiti: quando temperatura e umidità aumentano contemporaneamente, la dispersione del calore diventa progressivamente meno efficiente.
L'American Veterinary Medical Association (AVMA) spiega che proprio questo meccanismo rende il cane particolarmente vulnerabile durante le giornate molto calde, soprattutto se l'esercizio fisico prolunga la produzione di calore interno.
Quando pensiamo al caldo guardiamo il termometro. Il cane, invece, vive il terreno.
L'asfalto esposto al sole può superare 60 °C, una temperatura sufficiente a provocare ustioni ai polpastrelli e ad aumentare rapidamente il calore irradiato verso il corpo dell'animale.
Per questo il Ministero della Salute raccomanda di evitare le passeggiate nelle ore centrali della giornata, scegliere percorsi ombreggiati e verificare sempre la temperatura del terreno prima di uscire.
La temperatura corporea normale di un cane è generalmente compresa tra 38 e 39 °C.
Quando supera 40 °C, l'organismo entra in una condizione di stress termico.
Oltre 41 °C, aumenta il rischio di danni a cervello, reni, cuore e altri organi vitali. Senza un intervento tempestivo, il colpo di calore può diventare rapidamente fatale.
Queste soglie sono riportate sul sito dell’American Animal Hospital Association.
Il cane ci avvisa quasi sempre prima che la situazione diventi critica.
I segnali iniziali possono essere:
Se il colpo di calore progredisce possono comparire:
Se sospetti che il tuo cane possa avere un colpo di calore, chiama immediatamente il tuo veterinario o il pronto soccorso veterinario più vicino.
Il caldo può mettere in difficoltà qualsiasi cane.
Alcuni soggetti, però, sono più vulnerabili:
Lo conferma il progetto VetCompass del Royal Veterinary College, che ha analizzato migliaia di casi clinici di colpo di calore identificando le principali categorie a rischio.
| Dato | Perché è importante |
| 38–39 °C | Temperatura corporea normale del cane |
| >40 °C | Inizio dello stress termico |
| >41 °C | Rischio di danni agli organi |
| Oltre 60 °C | Temperatura che l'asfalto può raggiungere in estate |
| Ore centrali della giornata | Periodo da evitare per l'attività fisica |
C'è una frase che mi torna spesso in mente.
"Il cane vive nello stesso ambiente in cui viviamo noi."
È vero. Ma non vive quello stesso ambiente nello stesso modo. Cammina molto più vicino al terreno. Non può sudare come noi. Non può dirci che sta male.
Può soltanto comunicarcelo attraverso il comportamento ed è qui che credo ci sia la vera responsabilità di un proprietario.
Non imparare una lista di regole. Imparare a osservare. Perché il nostro cane ci parla continuamente. Sta a noi imparare ad ascoltarlo.

La prossima volta che esci con il tuo cane, prova un esercizio molto semplice.
Per qualche minuto, smetti di guardare il telefono. Guarda lui.
Come cammina. Dove decide di fermarsi. Quanto ansima. Se cerca l'ombra.
Forse scoprirai che ti sta comunicando molto più di quanto pensassi. Perché prendersi cura di un cane non significa soltanto proteggerlo dal caldo. Significa imparare a vedere il mondo dalla sua prospettiva.